sabato, 04 luglio 2009; scritto da JonathanGrass in fantasy, animazione; commenti (2) ?
Titolo originale: Coraline
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Durata: 100'
Regia: Henry Selick
Cast voci: Dakota Fanning, Teri Hatcher, Jennifer Saunders, Dawn French, Keith David, John Hodgman, Ian McShane
Produzione: Laika Entertainment, Pandemonium
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 19 Giugno 2009 (cinema)
Coraline si è appena trasferita in una nuova casa, non conosce nessuno, è contornata da strani vicini e soprattutto i genitori non sono quello che vorrebbe, si dedicano poco a lei per dar spazio al lavoro. In un momento eccessivo di noia, mentre fa un inventario di tutto quello che c'è nella nuova casa, Coraline trova una piccola porta nascosta e incuriosita chiede alla mamma un aiuto per aprirla, ma oltre la porticina c'è un muro. Allo stesso tempo riceve una strana bambola che gli somiglia coi bottoni al posto degli occhi. La notte mentre dorme, un topino la sveglia, Coralin lo segue e la conduce fino alla porticina che ora non è più murata, trova un passaggio verso un mondo parallelo dove tutto è come lei desidera, ma le persone hanno i bottoni al posto degli occhi...
Scritto e diretto da Henry Selick e anche se stavolta Tim Burton non è presente, è impossibile non pensarlo durante la visione del film soprattutto nelle fattezze dei personaggi.
Girato con la tecnica dello stop-motion e in 3D per i fortunati che hanno il cinema attrezzato a disposizione, Coralin e la Porta Magica richiama tantissime storie e fiabe già viste e sentite, Alice nel paese delle meraviglie in primis e caso vuole che Tim Burton ci stia per regalare una sua versione.
Il bello di questo film d'animazione è che certe scene potrebbero essere abbastanza impressionanti per i bambini perchè mentre in Nightmare before Christmas i mostriciattoli erano una realtà, qui c'è tanto di mondo parallelo, bambini morti che sono angeli, persone con i bottoni cuciti al posto degli occhi e figure malvagie che potrebbero un attimo disturbare i bimbi. E' la prova che tutte le fiabe secondo come vengono realizzate potrebbero essere dei perfetti film dell'orrore, roba da rimanerci traumatizzati!
La realizzazione è ottima, con una regia impressionate se si pensa che è tutto in stop-motion, idem la fotografia che non può che essere realizzata nei minimi dettagli, visto che si è lavorato per fotogrammi.
La storia come già detto è un mix di tantissime cose già viste e sentite, però nonostante il solito finale prevedibile, ha queste scene dark tendenti all'horror inquietante che danno un tocco superiore alla pellicola. Peccato che non vi possa dire niente sugli effetti 3D che magari avrebbero donato molto di più dal punto di vista dell'impatto visivo.
Voto: 7½
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Sito italiano
Sono il migliore in quello che faccio, ma non sempre quello che faccio è piacevole
La recensione la trovate su Double Think Magazine.
martedì, 23 giugno 2009; scritto da mizza in -pregiudizi; commenti (2) ?
Non so voi, ma a me cominciano a prudere le mani.
domenica, 21 giugno 2009; scritto da JonathanGrass in horror, thriller; commenti (1) ?
Titolo originale: Martyrs
Nazione: Francia, Canada
Anno: 2008
Durata: 96'
Regia: Pascal Laugier
Cast: Mylène Jampanoï, Morjana El Alaoui, Mike Chute, Hervé Desbois, Juliette Gosselin, Xavier Dolan-Tadros
Produzione: Canal Horizons, Canal+, Ciné Cinémas, Eskwad, TCB Film, Wild Bunch
Distribuzione: VIDEA-CDE
Data di uscita: Roma 2008
12 Giugno 2009 (cinema)
Una bambina, Lucie, viene ritrovata mentre fugge disperata, su di lei solo segni di violenza fisica, nessun abuso sessuale il che la porta ad essere oggetto di studio presso una clinica, nella quale stringe forte amicizia con un'altra coetanea Anna. Risvegliata nella notte da un incubo, ritroviamo la stessa ragazza quindici anni dopo che con in mano un fucile, si presenta in casa di una famiglia normale e uccide tutti i componenti senza pietà incolpandoli di avergli fatto qualcosa. In poco tempo arriva la vecchia amica Anna che prova in tutti i modi a nascondere i corpi dei componenti della famiglia, ma Lucie dopo 15 anni è ancora in preda agli incubi e non si da pace per qualcosa che riguarda il suo passato...
Un horror particolare che sa di tante cose già viste e di moda in questi anni. Si passa da un inizio dove regna la violenza gratuita e senza pietà in stile Hanekiano per poi passare ai vari Hostel, tanto per citarne uno a caso. Però in ogni modo tratta il tutto in modo diverso rispetto ai vari torture porn new generation degli anni scorsi, magari un motivo può essere che questo film non ha la targa USA, ma è di mano francese.
La caratteristica che colpisce di questo film è la struttura narrativa molto particolare perchè sembra che si va in apparente decrescendo, ovvero si parte con le carte scoperte e si torna indietro, quando invece è proprio il contrario perchè è tutto ben escogitato per portare avanti un finale inaspettato in crescendo.
Altra caratteristica dominante è la regia e il montaggio frenentico, telecamera a mano e piani molto serrati claustrofobici che aumentano l'intensità di certe scene.
Punto debole è il fatto che ha alle spalle una miriade di recenti schifezze torture porn che gli rovinano la piazza in quanto si arriva quasi a sentire un senso di noia nelle scene più violente che invece dovrebbero avere l'effetto opposto.
A somme fatte ci troviamo di fronte a un horror rispettabile, dove la chiave di volta è molto più fantasiosa dei predecessori, siamo a un livello più alto e ricercato, dove non si superano i confini del ridicolo.
Peccato sia arrivato dopo il filone Hostel...
Voto: 7+
domenica, 14 giugno 2009; scritto da JonathanGrass in horror, noir, thriller; commenti (3) ?
Titolo originale: Janghwa, Hongryeon
Nazione: Corea del Sud
Anno: 2003
Durata: 115'
Regia: Ji-woon Kim
Distribuzione: Medusa
Sito ufficiale

Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Durata: 87'
Regia: Charles Guard, Thomas Guard
Cast: Elizabeth Banks, David Strathairn, Arielle Kebbel, Emily Browning, Maya Massar, Kevin McNulty, Jesse Moss, Dean Paul Gibson, John Prowse, Matthew Bristol, Danny Bristol, Don S. Davis
Produzione: DWBC Productions, DreamWorks SKG, Vertigo Entertainment
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 29 Maggio 2009 (cinema)
Sito ufficiale
Tagliamo subito la testa al toro e spieghiamo perchè questa composizione di locandine:
l'appena uscito The uninvited è il remake americano di Two sisters, quindi proviamo a fare un minestrone veloce visto che nonostante uno sia il remake dell'altro ci sono sostanziali differenze.
Una ragazza torna a casa dopo essere stata per lungo tempo in manicomio perchè traumatizzata dalla morte della madre. Subito mostra di non aver totalmente recuperato le sue facoltà mentali, è spesso chiusa in se e trova conforto solo nella sorella. Le due hanno un nemico comune: la matrigna che sembra voglia a tutti i costi sostituirsi alla figura della madre.
La storia di base è uguale in entrambe le pellicole, la principale differenza sta nell'esposizione dei fatti e ovviamente nella parte tecnica. La pellicola coreana come tutte le sue cugine dimostra una maniacale ricercatezza nella fotografia e negli accostamenti cromatici, movimenti di camera calcolati al millimetro, in parole povere il solito film fatto "matematicamente" più che con l'estro. L'esposizione dei fatti è lentissima, bisogna proprio abbandonare ogni istinto adrenalinico per poterlo seguire senza venir voglia di non premere stop, ma allo stesso momento non è possibile perdersi nemmeno un micro particolare
Il remake americano invece è totalemente il contrario perchè la parte tecnica è la classica regia anonima appena sufficiente a seguire in grazia una storia, mentre per quanto riguarda l'esposizione c'è un totale stravolgimento dei tempi narrativi, con annessa trovata sceneggiativa che rende più chiara e seguibile la storia.
Nella pellicola coreana si è deciso di spalmare il twist ending in un'ora perdendo di intensità a scapito di un'aggiunta di una miriade di mini scene con milioni di sensi filosofici e poetici che non fanno altro che confondere i fatti. Senza contare che, sarò razzista, ma mi sembravano tutti uguali, sono a malapena riuscito a distinguere le attrici dal taglio dei capelli, ma una volta partiti vari flashback ho dovuto rivedere più volte perchè non le distinguevo proprio... Nel complesso è una pellicola che tende più all'horror moderno, con mostri, apparizioni improvvise e presenze.
La pellicola americana invece taglia corto alle poesie, musiche e filosofia, portando avanti la storia tutto su altri binari perchè nonostante si presenti con un input horror moderno, poi smorza e vira su un horror quasi Polanskiano dove tutto ciò che sembra, si dimostra essere veramente come viene presentato e immaginato dallo spettatore, caricando il film fino a un twist ending di grande effetto. Magari è prevedibile per chi non coglie bene il carattere che vuol dare lo svolgimento e punta solo alla fine, ma secondo me, colti bene i due binari sui quali si muove il film, si arriva a un mix non male.
Penso che il più accanito fan del cinema orientale non direbbe mai che The Uninvited è un bel film, ma io che a malapena sopporto un film orientale all'anno ho trovato The Uninvited molto valido per essere targato 2009! Two sisters ha sicuramente dalla sua l'originalità, la tensione dei lunghi tempi di svolgimento, le musiche che caricano le parti più "paurose" però secondo me è dispersivo nel finale, un pò come tutti i film orientali.
Se escludiamo la parte "teen" di The Uninvited appiccicata tanto per accattivare un pò di giovani, i Guard non hanno fatto un lavoraccio nella riesposizione di Two sisters.
Un mix dei due film avrebbe creato un prodotto di altissimo livello perchè spesso ciò che manca ad uno lo si ritrova nell'altro, oppure qualcosa è fatta meglio nell'uno piuttosto che nell'altro, paragonandoli per punti forti e non per aspetti preferibili soggettivamente, si pareggiano, per cui voto unico per tutti e due!
Voto: 7½
Il colibrì non è un uccello come tutti gli altri... ha un ritmo cardiaco di 1200 battiti al minuto. Le sue ali sbattono 80 volte al secondo. Se gli impedisci di sbattere le ali... lui muore in meno di 10 secondi. Questo... non è uccello qualunque. Questo è una specie di miracolo. Hanno rallentato le sue ali col cinematografo... e sapete cos'hanno visto? Che le punte delle ali fanno così... eh? E che cosa rappresenta il numero 8 come simbolo matematico? L'INFINITO!- Benjamin Button
sabato, 06 giugno 2009; scritto da JonathanGrass in drammatico, noir; commenti ?
Titolo originale: La rabbia
Nazione: Italia
Anno: 2007
Regia: Louis Nero
Cast: Franco Nero, Níco Rogner, Giorgio Albertazzi, Tinto Brass, Lou Castel, Arnoldo Foà, Philippe Leroy, Corso Salani, Corin Redgrave, Faye Dunaway
Distribuzione: L'Altrofilm
Data di uscita: 29 Febbraio 2008 (cinema)
Un giovane regista vuole in ogni modo riuscire a girare e distribuire un suo film. Il problema sta nel fatto che ormai i film devono piacere alla massa, non c'è più spazio per finezze, il cinema è una macchina per far soldi e come tale bisogna adeguarsi per vedere il proprio film proiettato sul maxischermo.
Trattasi dei miei classici film che oltre a me vedono in 10!
La rabbia è il quarto film di Louis Nero, regista torinese, che per l'ennesima volta gira un film-esperimento che non può assolutamente catturare la massa, anche se in questo caso, con qualche accorgimento poteva riuscirci.
Il regista protagonista del film in pratica rappresenta lo stesso Louis Nero che vaga tra realtà e propri pensieri per trovare un modo per girare e far produrre il proprio film. E' un viaggio che si ambienta tra la realtà e il sogno, a tratti assume i caratteri del film metafisico perchè in parole povere il film che si sta cercando di produrre è lo stesso film che stiamo vedendo, per cui sentiamo gli sceneggiatori che parlano di un qualcosa che avviene o sta per avvenire o è già avvenuta, un pò come succedeva ne Il ladro di orchidee.
Lunghi pianosequenza e lunghi monologhi con recitazione molto teatrale staccano fin troppo dal film tanto che non so quanti resisterebbero a premere il pulsante Stop, ma ciò non mi spaventa perchè conoscendo i film di Nero, si sa che da questi fattori non si scappa.
Non manca l'autocitazione dei lavori precedenti, come non mancano i classici piani dall'alto e i classici automatismi scolastici da accademia.
Fotografia impeccabile come al solito, molto fredda, ma anche su questo non c'è di che stupirsi.
Diaciamo che Nero in questi anni ci sta addestrando al suo stile, si sta facendo conoscere nei tratti dominanti, ora però sarebbe anche il caso di fare un film che abbandoni un pò di virtuosismi tecnici per dare spazio a un qualcosa di più concreto e ruvido che abbia la capacità di accattivare il pubblico senza diventare anonimo, un pò come è quasi riuscito a fare in questo film pur rimannedo troppo di nicchia.
Voto: 6½
Sito ufficiale
giovedì, 04 giugno 2009; scritto da mizza in citazioni, -persone; commenti (2) ?
Dunque, l'elemento fondamentale della filosofia dei supereroi è che abbiamo un supereroe e un suo alter-ego: Batman è di fatto Bruce Waine, l'Uomo Ragno è di fatto Peter Parker. Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker, deve mettersi un costume per diventare l'Uomo Ragno. Ed è questa caratteristica che fa di Superman l'unico nel suo genere: Superman non diventa Superman, lui è nato Superman, quando Superman si sveglia al mattino è Superman, il suo alter-ego è Clark Kent. Quella tuta con la grande "S" rossa è la coperta che lo avvolgeva da bambino quando i Kent lo trovarono, sono quelli i suoi vestiti; quello che indossa come Kent, gli occhiali, l'abito da lavoro, quello è il suo costume, è il costume che Superman indossa per mimetizzarsi tra noi. Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede; e quali sono le caratteristiche di Clark Kent?! È debole, non crede in sé stesso ed è un vigliacco. Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana.
(Kill Bill Vol. 2)
Adieu.
In mezzo a tanta merda, uno spiraglio di luce c'è.
"Il cinema dev'essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito." (Sergio Leone)
Fanboys
USA, 2008. Avventura, commedia
Regia: Kyle Newman
Cast: Sam Huntington, Chris Marquette, Dan Fogler, Jay Baruchel, Kristen Bell, Joe Lo Truglio, Danny Trejo, Christopher McDonald, Carrie Fisher, Kyle Newman
E' il 1998; un gruppo di amici "nerd", fans sfegatati di Guerre Stellari, decide di intraprendere un viaggio per compiere una massione: andare allo "Skywalker Ranch" di George Lucas, per vedere in anteprima l'Episodio I della famosa saga. Imprevisti, sentimenti e risate accompagneranno il gruppo in un lungo quanto a tratti esagerato tragitto. Un film leggero che non fa piegare dal ridere, ma è piacevole e fa sorridere in più passaggi. I "fanboys" del mondo sicuramente capiranno!
Voto: 6,5 / 7
Zack and Miri Make a Porno
USA, 2008. Commedia, romantico; 102'
Regia: Kevin Smith
Cast: Elizabeth Banks, Seth Rogen, Brandon Routh, Traci Lords, Jason Mewes, Jennifer Schwalbach Smith, Tom Savini, Gerry Bednob, Edward Janda
Zack e Miri, amici praticamente da sempre, condividono l'appartamento e sono legati da un sentimento forte, che supera forse l'amicizia. In crisi finanziaria e con le bollette da pagare, decidono, unitamente a vari amici, di girare un film porno... Ultima - per ora - fatica di Kevin Smith, un regista che amo e che venero. Zack and Miri è una deliziosa commedia che non raggiunge gli apici di Clerks o Dogma, ma si guarda con piacere e sa divertire. Nel cast troviamo i soliti attori - ed amici - di Kevin Smith, come Mewes ed Anderson, più qualche perla come Tom Savini e la stella del futuro - ne sono sicura - Seth Rogen. Da vedere senza troppe aspettative.
Voto: 6,5

















