Anno uno

venerdì, 20 novembre 2009; scritto da JonathanGrass in commedia; commenti (1) ?

Titolo originale: Year One
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Durata: 97'
Regia: Harold Ramis
Cast: Jack Black, Michael Cera, Oliver Platt, David Cross, Christopher Mintz-Plasse, Vinnie Jones, Hank Azaria, Juno Temple, Olivia Wilde, June Diane Raphael, Paul Rudd
Produzione: Apatow Productions, Ocean Pictures
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 06 Novembre 2009 (cinema)



Bene, passiamo da un fututo prossimo anno 2012 a un passato remoto anno uno e per fortuna Filmup ha inserito il cast anche delle comparse così faccio più volume visto che su questo film da scrivere c'è ben poco.
I due signorotti che vedete nella locandina vivono nell'anno uno, appartengono a una tribù di primitivi, ma essendo incompresi scappano e praticamente si ritrovano nelle ambientazioni bibliche presentate dopo la creazione...
Allora, abbiamo Jack Black quindi umorismo ai saldi, facile e veloce, sono in coppia quindi uno è "lo sveglio" l'altro "l'addormentato", si aggiunga che quest'ultimo è vergine quindi il fine è farlo trombare, da cui il 90% delle battute incentratesul sesso, ok fatto il film.
I due protagonisti essendo due disastri ambulanti e dovendo scappare da ogni situazione, si troveranno a vivere le prime pagine della Bibbia, nonchè i primi passi dell'uomo, ma tutto adattato con la mentalità e il linguaggio di oggi ed è forse questa la particolarità migliore del film. Sfruttando questo espediente si creano molte situazioni e battute decenti. Il resto lo fanno le solite situazioni inverosimili classiche di questi film e il personaggio interpretato da Cera che raggiunge livelli di idiozia talmente alta che per assurdo fa ridere.
Struttura narrativa al minimo indispensabile per scrivere inizio e fine nella sceneggiatura, le ambientazioni e i costumi sono tutti ricreati benissimo per cui c'è una marea di pecunia buttata al vento mentre regia e montaggio sono l'ultima cosa a cui pensare con questi film.
Un film ideale per passare il tempo, da vedere per sbaglio
Voto: 6

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2012

mercoledì, 18 novembre 2009; scritto da JonathanGrass in fantascienza, drammatico; commenti (1) ?

Titolo originale: 2012
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Durata: 158'
Regia: Roland Emmerich
Cast: John Cusack, Woody Harrelson, Thandie Newton, Johann Urb, Amanda Peet, Oliver Platt, Danny Glover, Chiwetel Ejiofor, George Segal, Jimi Mistry
Produzione: Centropolis Entertainment, Sony Pictures Entertainment (SPE), Farewell Productions
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 13 Novembre 2009 (cinema)



Un geologo indiano nel 2009 scopre che la temperatura al centro della terra sta aumentando a vista d'occhio, avverte un collega americano che entrando a conoscenza della cosa, fa di tutto per raccontare la possibile catastrofe al presidente americano che, a sua volta, rende noto a tutti i primi ministri del mondo che questo innalzamento delle temperature porterà alla fine del mondo nel 2012, anno in cui termina il calendario dei Maya. Intanto, uno scrittore di poco conto (John Cusack), mentre porta in gita i figli in un vecchio lago, entra in contatto con questa realtà, sia grazie all'incontro col geologo americano, sia per l'incontro con uno strano speaker di una radio indipendente che professava questa catastrofe già da tempo, prendendo in considerazione la leggenda Maya e in men che non si dica, diventerà protagonista assoluto della vicenda in una corsa contro il mondo per la salvezza. Intanto i potenti sapendo tutto in esclusiva anni prima, si erano già preparati al piano di evacuazione...
Tagliamo corto, se a questo film gli togliamo gli effetti speciali è come la Corazzata Potemkin per Fantozzi... Proprio per questo ho optato per la visione in un cinema che fa la proiezione in digitale così almeno, visto che avrei dovuto ammirare due ore di effetti speciali, me li vedevo per bene e da questo punto di vista infatti il film è ottimo e suggestivo. Il problema è tutto il resto, ma non perchè fa schifo la storia, ma perchè a distanza di 60 anni, si continua a proporre la classica storia in questi film catastrofici: un uomo qualunque, possibilmente divorziato o che ha rotto con la moglie, che scappa dalla catastrofe coi figli. La fine del mondo ovviamente parte "in esclusiva" in America e si conclude in Cina ed ecco che vediamo John Cusack, l'unico che corre contro il tempo facendo sempre la scelta giusta, la strada gli si disintegra sotto le gomme posteriori dell'auto perfettamente in tempo per farlo scappare, un aereo bimotore diventa performante come un caccia militare, una roulotte farebbe invidia alle auto preparate di Fast and Furious solo perchè la guida John Cusack, passa in mezzo a una pioggia di massi incandescenti che gli piovono dal cielo, ma attenti a non cadere proprio in mezzo alla strada in cui deve passare lui! Un aereo enorme per il trasporto auto, compie virate con la leggiadrìa di una rondine, sale improvvisamente di quota mettendosi in verticale, roba da farlo spezzare in quattro, ma resta intatto e anzichè generare una forza di gravità tale da rendere piadine i passeggeri, li vediamo belli freschi che si interrogano se nella vita hanno fatto le giuste scelte. Ma questo non è niente rispetto al resto delle meraviglie che si vedono in questo film, che lo rendono a tratti comico, con tanto di protagonista che spara la battuta arguta, nel momento più impossibile, roba da far invidia a Bruce Willis!
La fine non ve la racconto, ma anche se lo facessi, non sarebbe un torto per nessuno perchè si sa come vanno a finire questi film... Senza parlare del fatto che per un finale apocalittico si è voluto scomodare un espediente biblico per soluzione... e vabè...
Si è cercato almeno di fare un pò di morale spicciola, anche in questo caso andando sempre sullo scontato e quindi vediamo che in caso di catastrofe mondiale, i potenti saprebbero tutto in anticipo e sarebbero gli unici a salvarsi (e anche comodamente) e la gente comune scoprirebbe tutto mentre sta succedendo, senza speranza, con la scusa che se l'avesse saputo prima, si sarebbe caduti nel panico... in ogni caso prima o dopo l'avrebbero sempre presa in quel posto... Poi hanno voluto evidenziare che il presidente americano in realtà è il "più cittadino" del mondo, ma ho i miei dubbi e udite udite, ma in tutto il mondo l'altro premier che decide di morire come uomo comune è il premier italiano (cioè Berlusconi... mamma me l'ha sempre detto che i film sono pura finzione!!)
Ora non so se i Maya hanno ragione e se ci restano solo 2 anni di vita, non so se invece è tutta una leggenda metropolitana, non so e non mi interessa, per ora l'unica realtà è che se si spendono i soldi destinati al cinema solo per film del genere, il cinema in meno di 2 anni morirebbe sicuramente.
La valutazione di questo film, va solo agli effetti speciali...
Voto: 6 ½


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L'uomo che fissa le capre

domenica, 15 novembre 2009; scritto da JonathanGrass in commedia; commenti ?

Titolo originale: The Men Who Stare at Goats
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Durata: 90'
Regia: Grant Heslov
Cast: Jeff Bridges, George Clooney, Kevin Spacey, Ewan McGregor, Robert Patrick, Stephen Root, Stephen Lang, Terry Serpico, Glenn Morshower, Rebecca Mader, Nick Offerman
Produzione: BBC Films, Smoke House
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: Venezia 2009
                             06 Novembre 2009 (cinema)




Un reporter americano, dopo essere stato lasciato dalla moglie, si rende conto che deve fare qualcosa di incredibile per riconquistarla, così parte per l'Iraq nella speranza di portare a casa qualcosa di interessante. Si imbatte per caso in un soldato che scopre essere famoso per i suoi particolari poteri psichici, viene coinvolto in una missione segreta e da li trova spunto per scrivere l'articolo della vita.
Commedia molto fine che tocca argomentazioni abbastanza pesanti anche se in modo molto trasversale e "leggero" quasi da voler inneggiare al "Chi ha orecchie per intendere, intenda".
Come recita la frase all'inizio del film, questa storia è più vera di quanto si possa credere, infatti in passato ci fu veramente uno studio su probabili poteri psichici che avrebbero potuto giovare all'esercito e da questo parte l'idea del film. Vengono chiamati soldati Jedi come in Guerre stellari dove si doveva usare la forza per riuscire nell'impossibile, qui si prova a usare la forza della mente per riuscire nell'impossibile materiale.
Clonney impersona il più grande guerriero Jedi della storia e McGregor il giornalista che in cerca della gloria, si trova disperso nel deserto dell'Iraq costretto a bersi per forza tutto quello che sente dal soldato.
Un fantastico Jeff Bridges è un soldato figlio dei fiori che insegna a sfruttare l'energia dell'universo per farne una forza personale e Spacey è il suo diretto avversario.
Tutto il film si sviluppa portando avanti una storia che ha poco di credibile, che cresce, cresce e cresce fino ad esplodere come un palloncino perchè prima o poi si deve arrivare al fatidico "The end" sullo schermo, infatti, dopo essersi destreggiata tra battute molto fini e situazioni inverosimili, esplode con un finale buttato tanto per mettere un tappo conclusivo.
E' un film che si apprezza nell'immediato dal punto di vista comico, anche se, alcune cose bisogna proprio coglierle, ma bene però, e sicuramente il doppiaggio ha ammazzato moltissime battute, come al solito!
A posteriori si denota un messaggio verso l'America, la guerra intelligente, la necessità di mettere dei fiori nei propri cannoni per trovare qualche soluzione plausibile, il bisogno di usare di più la testa e meno le mani.
Sono stato spinto dal cast e dal fatto che fosse comico, mi aspettavo più un qualcosa alla "Fratelli Coen" cosa che non è stata. Pensavo sicuramente in meglio, ma tutto sommato è vedibile...
Voto:


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LYN WHEATON: Every night I'd a dream of that goat in its little bib, its mouth opening and closing but nothing coming out...
BOB: The silent of the goats

  Un inchino a questa citazione è d'obbligo

Alice nel paese delle meraviglie

sabato, 07 novembre 2009; scritto da mizza in citazioni; commenti ?

Alice: Volevo soltanto chiederle che strada devo prendere.
Stregatto: Beh, tutto dipende da dove vuoi andare.
Alice: Oh veramente importa poco, purché io riesca...
Stregatto: Beh, allora importa poco che strada prendi.


Cappellaio Matto: Ne vuoi più di tè?
Alice: Ma giacché non ne ho avuto niente, come faccio a volerne più?
Leprotto Bisestile: Aah, vorrai dire come fai a volerne meno!
Cappellaio Matto: Eh già, si può sempre averne più di niente!

   - Alice nel paese delle meraviglie.

Antichrist

domenica, 25 ottobre 2009; scritto da JonathanGrass in horror, drammatico; commenti ?

Titolo originale: Antichrist
Nazione: Danimarca, Germania, Francia, Svezia, Italia, Polonia
Anno: 2009
Durata: 100'
Regia: Lars von Trier
Cast: Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg
Produzione: Zentropa Entertainments, Arte France Cinéma, ZDF/Arte
Distribuzione: Key Films
Data di uscita: 22 Maggio 2009 (cinema)



Una coppia perde il proprio figlio che cade da una finestra mentre loro era intenti a fare sesso. La donna è distrutta dal senso di colpa così il marito, psicoterapeuta decide di prenderla in cura. I due si rifugiano in una casa in montagna dove lei si era recata qualche anno prima col figlio per scrivere una tesi, ma mai portata a termine. Il problema è che la casa è la cosa che più fa paura alla moglie...
Non mi sbilancio col definirlo il peggior Von Trier perchè per me il Grande capo rimane un qualcosa di inguardabile nonostante sia lodato come il comico del secolo quando la mia faccia basita per tutto il film mi ha dimostrato l'esatto contrario...
E' senza dubbio il film più commerciale che poteva fare, con scese di stile che mi hanno fatto ridere molto più del Grade capo, solo per questo posso definirlo il peggiore, ma secondo me non è il disastro che si dipinge in giro per la rete.
Il film si basa praticamente tutto sulla psicologia di Freud e quindi ci vado a nozze, aggiungete un pizzico di esoterismo per creare l'horror e avrete Antichrist.
Sembra sceneggiato da Lynch, peccato che non l'abbia girato lui...
Tecnicamente è impeccabile, il prologo e l'epilogo richiamano molto il cinema russo per la scansione dei tempi, il sonoro assente e coperto con la musica, quel pizzico di Ejzenstejn che però preferivo in Dancer in the dark. Lo svolgimento è totalmente girato con telecamera a mano e fa venire un pò di mal di mare, ma è un buon espediente per creare movimento visto che gli attori tendono a interpretare figure statiche, ma come se non bastasse aggiunge anche un jump-cut per rendere il tutto incalzante. Ogni tanto si da quel tocco di grezzo-horror perdendo il fuoco sul movimento di camera. L'immagine è perennemente patinata come se fosse un sogno. Pressapoco è tutto qui e tecnicamente è coerente col contesto.
I problemi stanno sulla sceneggiatura, perchè in pratica vuole presentare un horror più che altro psicologico, basato non su mostri e presenze oscure, ma sulle paure che l'uomo si crea ecco quindi che entra in gioco la natura, da sempre l'unico elemento incontrollabile per l'uomo... e se la natura fosse di Satana? Ecco su cosa ruota il lato horror del film... molto debole, infatti se la paragoniamo alla componente horror presentata in The Kingdom, non c'è storia!
Il resto è un tentativo di costruire qualcosa dalla psicologia spicciola di Freud ecco da dove nascono tutti i commenti sul sesso che si sono letti... Ed è anche ovvio, vista la pochezza cerebrale della maggior parte delle persone che guardano i film. Effettivamente non ci sono i riferimenti al sesso in modo velato, qui si vede splicitamente la penetrazione, la masturbazione, ma non è che bisogna fare tutto sto casino! Siamo nel 2009, la gente sta ancora a gridare allo scandalo se in un film si vede una vagina o un pene in primo piano, quando poi nei talk show della tv pubblica a ora di pranzo ti vedi dibattiti tipo "Le donne in menopausa sono più attive sessualmente delle giovani" oppure "Da quando mi sono sposata è calato il desiderio, come fare?" e si parla liberamente di sesso come se fossero caramelle, senza problemi solo perchè non si dice fica o cazzo o non ci sono immagini di mezzo! La solita ipocrisia. Senza contare che poi i paladini della morale pubblica solitamente sono i primi maniaci sessuali!
In questo film era necessario avere il sesso come riferimento perchè si cita Freud, inoltre c'è la dinamica base che necessariamente deve ritrovare i riferimenti sul sesso e alla violenza a cui è associato. E poi è Von Trier, è normale che debba esagerare, non è mica un regista in erba che prova l'espediente disperato per farsi conoscere, sapevamo che avrebbe fatto qualcosa fuori le righe... e se lo dico io che mi sta un pò indigesto vale parecchio. Con lui ormai si sa come funziona: prima si parla dell'accessorio e al film ci si arriva dopo.
Ho letto che a Cannes è stato fischiato e deriso durante la visione... mha! Siamo forse allo stadio? Sapete che vi dico? Probabilmente Von Trier ha goduto per quella reazione!
La pellicola è indubbiamente disturbante, lenta e carica di tensione, violenta psicologicamente anche per chi guarda. Secondo me, a parte alcune idiozie che mi hanno fatto ridere, non è malaccio... certo però che mi aspettavo molto, ma molto di più!
Voto: 7


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Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo

sabato, 24 ottobre 2009; scritto da JonathanGrass in fantasy, avventura, drammatico; commenti (5) ?

Titolo originale: The Imaginarium of Doctor Parnassus
Nazione: Francia, Canada
Anno: 2009
Durata: 122'
Regia: Terry Gilliam
Cast: Johnny Depp, Heath Ledger, Jude Law, Christopher Plummer, Lily Cole, Tom Waits, Verne Troyer, Andrew Garfield, Richard Riddell, Mike Godfrey, Mark Benton, Colin Farrell, Simon Day
Produzione: Davis-Films, Infinity Features Entertainment, Parnassus Productions
Distribuzione: Moviemax
Data di uscita: 23 Ottobre 2009 (cinema)



"Un film di Heath Ledger e amici" così si conclude la carriera di una promessa del cinema mondiale, un film fantastico che lascerà Ledger vivo nel nostro immaginario come l'uomo vestito di bianco che entrando nello specchio magico di Parnassus dimostra che "ne sa una più del diavolo"
Siamo nella Londra contemporanea e una compagnia che gira per le strade con uno strano carretto-palco, si diletta a vendere magia per poter sopravvivere, grazie allo specchio del Dottor Parnassus, che ha la capacità di far vivere alle persone che lo attraversano, tutto quello che desiderano. Un giorno il diavolo bussa alla porta di Parnassus per riscuotere ciò che gli spetta, infatti c'era stato un patto per cui la figlia Valentina al compimento del sedicesimo anno, sarebbe andata in mano al demonio...
Sono cambiati i tempi, prima si costruiva tutto a mano e si realizzava l'impossibile con giochi di telecamera ora l'impossibile si costruisce al pc e si adatta la realtà a quella virtule, ma l'impronta di Gilliam non cambia. Impossibile non rivedere, in tutto questo purpurì di computer grafica, lo stile delle animazioni dei film dei Python, il richiamo al teatrale, l'umorismo inglese, quel tocco di grezzo che lo differenzia dagli altri registi sognatori (Tim Burton in primis).
Matrimonio perfetto tra classico e estremamente moderno, la pellicola in questione non pecca di certo dal punto di vista dello stile, ma nonostante ciò c'è qualcosa che non convince del tutto e lo si avverte dal primo all'ultimo secondo di film. C'è sicuramente da ammirare il salvataggio del film da parte di Depp, Law e Farrel e l'arrangiamento sceneggiativo che è stato fatto per salvare e premiare le ultime immagini di Ledger, ma il film in totale risulta troppo lungo e pesante, meno movimentato di quello che dovrebbe essere, un pò confuso nel finale con una dinamica da capire a fatica.
Nonostante la pellicola si chiami Parnassus, i veri protagonisti e i migliori del film sono Ledger e Tom Waits il primo poetico nel parlare e nelle movenze sembra stia recitando a teatro, il secondo sembra nato di fronte a una cinepresa.
Dei tre Ledger, nonostante Farrel incida parecchio sulla storia del film, mentre gli altri due sono superflui, il migliore è sicuramente Depp che, giustamente, recita per essere Ledger che interpreta Tony, non per essere solo Tony.
Per quanto inutile possano essere le parole, Ledger si dimostra essere veramente un promettente e giovane attore che sicuramente avrebbe fatto tanta strada, peccato che i fatti l'abbiano portato via...
E' un film che vive di vita propria con strane coincidenze al suo interno, prima di tutto non si può non rimanere disturbati dalla prima immagine di Ledger che lo vede morto col cappio al collo proprio nel film durante il quale e morto, ma che l'ha portato all'immortalità proprio come Parnassus e poi un finale che... non vado a svelare...
E' difficile trarre le conclusioni, è  un prodotto molto controverso, come ogni film di Gilliam del resto e anche nella mia testa, mentre mi appresto a ripercorrere le immagini, non trovo un punto d'accordo per identificare una valutazione precisa. Presumo sia uno di quei film che rivisti guadagnano punti su punti, anche perchè alla prima visione si è troppo influenzati dalle notizie e leggende che girano su questa pellicola, tanto da distrarti da un'accurata visione.
Da un punto di vista tecnico e artistico è praticamente impeccabile, le falle le si trovano più dal punto di vista sceneggiativo, ma contando che è un film rinato dalle proprie ceneri dal valore più che altro affettivo, nonostante mi aspettassi di fare una lode a gran voce, per ora mi accontento di fare una lode a voce bassa... con qualche urletto ogni tanto...
Voto: 8


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Me medesima: la fangirl che voleva ingannare il tempo, tornare indietro e riprendersi Ledger.

giovedì, 22 ottobre 2009; scritto da mizza in ; commenti (2) ?

Fermo lì! Impalato!

-1

 

Funny people

mercoledì, 21 ottobre 2009; scritto da JonathanGrass in commedia; commenti (2) ?

Titolo originale: Funny People
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Durata: 145'
Regia: Judd Apatow
Cast: Adam Sandler, Seth Rogen, Jonah Hill, Eric Bana, Jason Schwartzman, Leslie Mann, Sarah Silverman, Ken Jeong, RZA, Torsten Voges
Produzione: Universal Pictures, Columbia Pictures, Apatow Productions, Madison 23
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 16 Ottobre 2009 (cinema)



George Simmons (Adam Sandler), comico di successo scopre che essendo affetto da una malattia rara non gli resta molto tempo da vivere.
Durante uno spettacolo conosce Ira Wright (Seth Rogen), un comico alle primissime armi e gli chiede di diventare il suo "schiavetto" personale, ma con questa scusa vorrebbe che gli scrivesse anche le battute per i suoi spettacoli. Ira ovviamente accetta perchè dovrebbe lavorare con un suo mito così ben presto i due diverranno uno la spalla dell'altro...
Questa pellicola è un ibrido tra film e veri spettacoli di cabaret tenuti per un pubblico vero che non recita, ma ha reazioni vere ed è questa l'unica nota positiva che lo rende un pelo particolare, ma niente di più.
E' una storia molto banale: il comico prossimo alla morte che vuole rimediare ai suoi errori e con questi presupposti pretende di strapparci una lacrima, ma prima del comico magari abbiamo assisitito in altre pellicole a qualche riccone o a qualche criminale o comunque non è la prima volta che vediamo un personaggio che si pente del suo passato in punto di morte (tra l'altro in Cambia la tua vita con un click Sandler si pentiva del suo futuro in punto di morte, quindi siamo recidivi del tema).
Preferisco sicuramente il Sandler di Zohan, la vena di serietà che cerca nei suoi film non gli si addice per niente, benchè ne abbia già fatto tremila con trame una peggio dell'altra è ancora un giovanotto, uno stupidello con la faccia pulita per fare parti impegnate, figuriamoci ricoprire il ruolo di un attore verso la morte.
Le parti migliori sono senza dubbio quelle improvvisate sul palco, le battute durante il film che meritano veramente sono pochissime, mentre mi aspettavo totalmente il contrario, quindi durante la visione anzichè pensare al film vai a sperare che si vedano le scene nei cabaret per farti due risate.
Seth Rogen sta sulla scena da meno tempo di Sandler, ma a mio avviso gli è già superiore artisticamente e in questo film, in cui figura come spalla è proprio sprecato, è un cane in gabbia, viene relegato ad essere il secondo protagonista e i risultati sono abbastanza infelici.
Quasi dimenticavo... siamo di fronte a un film che dura quasi due ore e venti! Non finiva più e visto il livello, mi sembra un pò troppo. Zappa sui piedi.
Non avevo grandi pretese da questa pellicola e sinceramente non mi ha dato molto di più di quello che mi aspettavo.
Voto: 6 ½


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PELHAM 1-2-3: Ostaggi in metropolitana

martedì, 20 ottobre 2009; scritto da JonathanGrass in drammatico, thriller; commenti (1) ?

Titolo originale: The Taking of Pelham 1 2 3
Nazione: U.S.A., Regno Unito
Anno: 2009
Durata: 106'
Regia: Tony Scott
Cast: Denzel Washington, John Travolta, John Turturro, James Gandolfini, Luis Guzmàn, Victor Gojcaj, Gbenga Akinnagbe, Michael Rispoli, Ramon Rodriguez, Saidah Arrika Ekulona
Produzione: Escape Artists
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 18 Settembre 2009 (cinema)



Walter Garber (Denzel Washington), controllore della metropolitana, in un normale giorno di lavoro, diventerà protagonista di un fatto insolito, il dirottamento di una metropolitana da parte di un gruppo di malviventi che chiedono un milione di dollari per ogni ostaggio presente sulla metro. Sarà una lotta contro il tempo perchè il capo della banda (John Travolta) da un orario ben preciso e minaccia che verrà ucciso un ostaggio ogni minuto in più di attesa...
E' uno di quei film che anche se vi dicessi come va a finire non toglierei nessuna sorpresa... forse l'unica vera sorpresa è che Denzel Washington non è un poliziotto! La contro sorpresa è che nel film lui è meglio della polizia...
Il film sembra un video di qualche sgallettata che passano su MTV, frenetico all'eccesso nel tentativo di mettere movimento a una storia che di movimentato ha ben poco e si sa già come va a finire, ma anzichè trarre vantaggi da questa frenesia, genera solo irritazione tant'è che solo dai titoli di testa mi stavo già freneticamente rompendo le sfere.
Tre quarti di film si svolge con Denzel seduto in ufficio e Travolta seduto in una metro, quindi il forte dovrebbero essere i dialoghi, un gioco psicologico dove uno dovrebbe tenere buono l'altro e giusto per creare un pò di moviemnto si scoprono particolari del passato del povero controllore, che supera brillantemente con una parlantina e un modo di negoziare da far invidia al miglior detective della storia del cinema.
Avendo i tre quarti di film così, si è ben pensato di aggiungere qualche scena in velocità sulla strada con annessi incidenti, ma anche un topolino che fa sobbalzare dallo spavento un grosso e infallibile cecchino della polizia.
Turturro è proprio sprecato, avrebbero risparmiato mettendo un attore qualunque al suo posto, tanto ci fosse o non ci fosse, poco cambiava.
Anche Washington non è che mi sia piaciuto più di tanto, non è proprio essenziale, potevano mettere uno qualunqueche era lo stesso!
La sorpresa è stata Travolta che interpreta un faccia da schiaffi che non ha paura di niente e lo fa anche molto bene... diciamo che è lui l'ancora di salvataggio per questo film!
Voto: 6


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Nemico pubblico

lunedì, 19 ottobre 2009; scritto da JonathanGrass in drammatico, noir, thriller; commenti (4) ?

Titolo originale: Public Enemies
Nazione: U.S.A.
Anno: 2009
Genere: Crimine, Thriller
Durata: 140'
Regia: Michael Mann
Cast: Johnny Depp, Christian Bale, Giovanni Ribisi, Marion Cotillard, Leelee Sobieski, Billy Crudup, Channing Tatum, Emilie de Ravin, David Wenham, Stephen Dorff
Produzione: Forward Pass, Misher Films
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 06 Novembre 2009 (cinema)



John Dillinger, il rapinatore di banche per eccellenza, viene reputato essere un nemico bubblico in quanto una delle persone più pericolose degli anni '30. Questo film ci racconta come la giustizia statunitense operò per provare a fermarlo...
Metto immediatamente le carte in tavola e dico subito che non sono un grande appassionato di questo genere di film, infatti non credo di essere veramente riuscito ad apprezzarlo per quello che voleva dare.
Sono stato spinto dalla visione nel trailer del binomio Depp-Bale perchè fin'ora si dimostrano essere sicuramente tra gli attori più interessanti del panorama di Hollywood contemporaneo.
I colpi di scena sono pochi, più che altro si da molto spazio alla spettacolarità delle scene, alle sparatorie vissute in prima persona con le pallottole che ti entrano nelle ossa, alle fughe che tolgono il fiato. La storia è linearissima, del resto sappiamo già o almeno immaginiamo come deve andare a finire tant'è che per addolcire il tono freddo e lineare si introduce anche una storia d'amore del protagonista, anche se portata avanti in maniera non credibile ai giorni nostri alla maniera di "l'uomo che non deve chiedere mai!"
Depp come al solito è impeccabile, è una garanzia ormai in ogni interpretazione, è il protagonista assoluto e immortale della pellicola.
Da un punto di vista tecnico, dalle immagini, credo che il film sia stato girato in digitale e non trovo una particolare giustificazioe a questo, dovrei leggere se il regista ha detto qualcosa a riguardo. Le tecniche di regia, vanno abbastanza fuori gli schemi contando il genere di film e ciò mi piace parecchio perchè nonostante il film rappresenti gli anni '30, è pur sempre girato nei giorni nostri!
La fotografia è abbastanza particolare e non sempre perfetta, non capisco se sia un fattore voluto perchè si alternano colpi di genio a piani che sembrano recuperati da riprese scartate.
In conclusione, che dire, mi aspettavo qualcosa di più, pensavo di vedere un'americanata ancora più americanata del solito, ritmi più serrati, molto più movimento, invece il film resta coi piedi per terra e si poggia molto su tutti quegli aspetti che ho citato sopra. La risultante è una pellicola particolare, ma affascinante, che si lascia vedere anche senza troppo impegno.
Christian Bale invece... perchè c'è Bale in questo film?
Voto:


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